Il tema portante di questo itinerario è l’acqua, quella del fiume Vipava/Vipacco
, l’unico fiume in Europa con sorgente a delta. Il percorso lo supera per ben sei volte, di cui tre a Miren dove in soli due km si ha l’impressione di attraversare tre fiumi diversi.Questo segmento della Valle del Vipacco è caratterizzato da un paesaggio dolce e ondulato, delimitato a nord dall'altopiano della Selva di Tarnova (Trnovski gozd) e a sud dalle aspre alture del Carso. Il fiume scorre lento e sinuoso e le sue sponde sono praticamente sempre coperte da una vegetazione rigogliosa, habitat ideale per l'avifauna locale.
Più a est la valle si apre in un mosaico di vigneti e frutteti. Questa è terra di grandi vini, prodotti a partire da antichi vitigni autoctoni (zelèn, pinela, klarnica) che crescono su terreni marnosi.
Descrizione
Visto che queste pagine offrono tutto il necessario (mappe e tracce gpx) per non perdersi durante la pedalata, anche qui non troverete istruzioni passo-passo su dove svoltare, girare, salire, scendere, ecc. Ci soffermeremo invece su luoghi, bellezze paesaggistiche e memorie che si incontrano lungo il percorso che ha come punto di partenza ed arrivo il paese sloveno di Miren (Merna per la toponomastica italiana).
Miren / Merna
Su una collinetta sopra il paese, conosciuta come Castello di Merna o Monte Grado (119 m), è posto il Santuario della Madonna Addolorata di Merna; accanto opera il monastero dei lazzaristi
.
Si accede alla cima della collina tramite la "Scala Santa", la cui prima versione del 1757 era una copia della scala santa di Roma; la struttura attuale è del 1931. Nel centro di ciascuno dei 28 scalini è incastonata una reliquia ed in cima si trovano l’altare con il Sepolcro e la statua di Cristo e l’affresco di Tone Kralj Il Cristo oltraggiato.
Più in alto, ai margini dell’altopiano carsico, notiamo la torre panoramica di Cerje. Alta ben 25 metri (7 piani), la torre ospita il Memoriale della Pace che conserva preziosi tesori storici e artistici che raccontano la storia slovena.
Fiume Vipava / Vipacco
I primi colpi di pedale li facciamo su una interpoderale che “copia” una delle sorprendenti anse pennellate dal corso d’acqua nell’omonima valle (Vipavska Dolina)
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Renče / Renziano
Nei pressi della strada che congiunge Renče a Žigoni troviamo il cimitero militare austro-ungarico di Renče – Žigoni
. Vi si accede, dalla sterrata cliclabile, percorrendo un breve sentierino che inizia subito dopo aver scavalcato una stretta canaletta. Qui sono sepolte 704 persone, non solo soldati ma anche civili. Alcune decine di croci tombali realizzate negli anni Venti e Trenta del XX secolo sono poste sul muro dietro il monumento centrale. Durante la Grande Guerra nei pressi del cimitero era ubicato un ospedale militare specializzato nella cura delle malattie infettive.
Davanti alla chiesa svoltiamo a sinistra. Prima di svoltare stavolta a destra notiamo sulla sinistra un edificio privato con caratteristiche architettoniche particolari: massiccia torre, annesso corpo e cancello d’accesso, tutti merlati
.
Appena lasciata alla spalle Renče, lungo la strada verso Arčoni troviamo il cimitero militare austro-ungarico di Renče – Lukežiči dove sono sepolti 1600 soldati austro-ungarici deceduti nel vicino ospedale militare. Sul monumento centrale una scritta in tedesco declama: ”Eroi della vedetta d’Isonzo, riposate in pace sino a che nella scintillante luce non si desti il grande giorno di ciò che avete raggiunto. A lungo la storia proclamerà.”
Gradišče nad Prvačino / Gradiscutta
Attraversata la località di Arčoni ci inerpichiamo sulla collina seguendo il percorso tematico Simon Gregorčič dedicato alla vita e alle opere del famoso poeta.
In mezzo ai vigneti, ove troviamo uno degli 8 cartelli informativi, si apre una bella vista panoramica sulla valle del Vipacco e sulle alture e gli splendidi boschi della selva di Trnovo. Alcune centinaia di metri più avanti, sulla destra, poco distante dallo sterrato su cui stiamo pedalando, ecco il monumento dedicato al poeta
.
La sterrata continua fino ad incrociare l’asfalto che in salita più impegnativa ci porta a Gradišče nad Prvačino.
Dornberk / Montespino
Terminata la discesa che da Gradišče porta a Dornberk, superiamo la Ferrovia Transalpina proprio nel punto in cui vi è la diramazione verso Ajdovščina
. Attraversiamo il paese passando nei pressi della parrocchiale di San Daniele.
Subito dopo aver attraversato il fiume Vipacco svoltiamo a destra in direzione della località di Budihni e dopo un centinaio di metri prendiamo a sinistra la salita che in breve porta al cimitero militare austro-ungarico di Zalošče all’interno del quale si erge la chiesa di Sv. Lovrenca (San Lorenzo).
Gola dell'Inferno a Saksid
Una bella rotabile immersa tra i vigneti
ci porta a Saksid dove imbocchiamo la comoda sterrata che ci porta verso l’unica gola presente lungo il corso del Vipacco, denominata “dell’Inferno”. L’epiteto infernale è legato al grande fragore un tempo prodotto in parte dalle acque del fiume ma soprattutto da un mulino, una segheria e una fucina.
Ad un certo punto, sulla sponda opposta del fiume, immerso nel verde, ecco apparire il bellissimo Mulino Lantieri
. Si tratta di uno dei complessi signorili meglio conservati e più belli della Slovenia. Era uno dei più grandi d'Europa perché contava ben sei ruote e gli agricoltori della bassa Valle del Vipava e dell'altopiano del Carso inferiore vi portavano i loro cereali a macinare.
Dal punto di osservazione del mulino voltiamo lo sguardo a sinistra, verso il muro di contenimento, e notiamo un’interessante targa datata 1916 scolpita a bassorilievo
a ricordo dei costruttori della linea ferroviaria Transalpina.
Proseguendo arriviamo al ponte ciclopedonale realizzato nel 2024
. Lo superiamo soffermandoci ad ammirare la bellezza del contesto naturale
e svoltiamo a sinistra. Dopo alcune centinaia di metri, all’altezza di un tornante, affrontiamo la difficile salita sterrata che ci porta al villaggio di Vrh, dove ritroviamo l’asfalto.
Usciti da Vrh ecco in lontananza il colle su cui svetta il campanile della chiesa di Sveta Katarina (Santa Caterina)
. Dall’edificio di culto, volgendo lo sguardo verso sud-est, bel panorama sul villaggio di Branik, la valle della Branika
e il Castello di Rihemberk
trasformato nelle forme attuali dai conti Lantieri nel XVII secolo.
Una lunga e veloce discesa ci porta ad attraversare il Vipacco per la terza volta.
Giunti a Zalošče svoltiamo a destra, sottopassiamo il bel ponte
della linea ferroviaria Transalpina e percorriamo alcune belle sterrate che copiano il corso del fiume circondati da vigneti, uliveti e frutteti (pesche, albicocche e pere). Una breve deviazione ci consente di raggiungere un ponte dal quale possiamo ammirare ancora una volta la bellezza del Vipava/Vipacco con la lussureggiante vegetazione che accompagna la sua corsa verso l’Isonzo
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Prvačina
Un edificio di fronte alla Chiesa di Sant’Andrea ospita il Museo delle Alessandrine. L’esposizione è dedicata alle donne della valle che, dalla seconda metà dell’Ottocento fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, andarono in Egitto per lavorare come balie, bambinaie, cuoche o cameriere e guadagnare il denaro necessario a sfamare i loro bambini ed intere famiglie. Alcune servirono persino le famiglie reali egiziane. La loro esperienza di relativa libertà in Egitto spesso si scontrava con una realtà patriarcale più restrittiva al loro ritorno in patria. La collezione narra le storie ed i racconti di queste donne coraggiose esponendo indumenti, documenti ed oggetti portati dall’Egitto nei bauli.
Fiumi Lijak e Vipava
Lasciata alle spalle la località di Prvačina pedaliamo su una serie di sterrate che corrono a fianco del Vipava, del Lijak
ed ancora del Vipacco
fino all’altezza di Renče
(la traccia gpx suggerisce un paio di suggestivi punti di osservazione
).
Dopo l’abitato di Bilje le acque smeraldine del Vipava riappaiono (anche qui la traccia gpx suggerisce un suggestivo punto di osservazione
) e la campagna offre ampie viste panoramiche
.
Tra Orehovlje e Miren il fiume traccia dei sorprendenti meandri tant’è che in soli due km avremo l’impressione di scavalcare tre diversi corsi d’acqua
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Miren / Merna
Di fronte alla chiesa parrocchiale di San Giorgio notiamo il più bello dei molti pozzi presenti nel borgo. Realizzato nel 1865, è sormontato da un padiglione in lamiera a forma di tenda sorretto da colonne in ghisa che poggiano su 6 pilastri esagonali. Molto eleganti ed ariose le decorazioni sotto e sopra la copertura. Nel punto più alto, una bandiera in lamiera indica la direzione del vento.
Tra il 1947 e il 1975, il confine tra Italia e Jugoslavia passava tragicamente attraverso il cimitero di Merna. Il filo spinato lo divideva brutalmente in due per cui metà tombe erano in territorio italiano e l’altra metà in territorio jugoslavo (in diverse tombe la salma aveva la testa in un paese ed i piedi nell’altro…). Con il Trattato di Osimo, entrato in vigore l’11/10/1977, il confine fu corretto tramite piccoli scambi di territorio, collocando l'intero cimitero all'interno del territorio jugoslavo (ora sloveno). Situato all'ingresso del cimitero, il piccolo museo "Spomni se name" (Ricordati di me) documenta la storia della divisione del cimitero e la complessa situazione geopolitica del dopoguerra; attraverso testimonianze di famiglie locali, fotografie, video e documenti originali, racconta l'impatto del confine sulla vita quotidiana e sulla memoria.
All’interno del campo santo una linea rosa ricorda dove correva la linea di confine
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