Premessa
Questo itinerario si sviluppa a cavallo della linea di confine che corre alta e parallela alla statale 55, detta del "Vallone", che collega Gorizia a Monfalcone.
Il tracciato è fattibile solo dopo l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen (21-12-2007). Prima di tale storica data, nell'area interessata dal percorso l'unico varco d'ingresso verso la Slovenia era il valico di 2a categoria di Devetachi, presidiato dalla Guardia di Finanza italiana e dalla Polizia slovena ed usufruibile solo dai transfrontalieri muniti di apposito lasciapassare (ancor oggi rimane l'unico percorribile dalle automobili). Il nostro itinerario oggi invece supera la linea di confine in ben 4 punti diversi, su sentieri, sterrate o percorsi agricoli.
La caratteristica principale di questo tracciato, senza nulla togliere alle bellezze offerte dal territorio carsico (l’autunno è un caleidoscopio di colori sgargianti
), è proprio questo continuo entrare ed uscire liberamente da uno stato all'altro. Fare questo prima del 21-12-2007 significava rischiare di incorrere in grossi problemi.
Ultimo appunto: anche se non esistono più i controlli sulla linea di confine, non dimenticate di portare con voi sempre e ovunque la carta d'identità.

mappa-valichi

Altimetria


Descrizione
Il punto di partenza è lo slargo di fronte alla trattoria "Da Milio" a Devetachi sulla SS55. Dal suddetto slargo si dipartono 3 strade: prendiamo quella più a dx, sterrata in salita: è il sentiero 75. Dopo circa 200 m giriamo a destra e continuiamo su questa sterrata (siamo sempre sul sentiero 75) che procede in salita per alcune centinaia di metri, quindi continua in saliscendi. Al km 1,5 a dx si diparte il sentiero che imboccheremo tra poco. Noi invece proseguiamo dritti e dopo circa 300 m raggiungiamo il valico agricolo di Opatje Selo contraddistinto da alcuni segnali stradali; continuiamo fino alla casupola gialla in territorio sloveno.
Torniamo indietro fino al punto descritto in precedenza e giriamo a sx (2,3 km) per imboccare il tratturo che subito attraversa una splendida radura. Dopo poche centinaia di metri il tratturo diventa sentiero (è il n. 75) e noi proseguiamo sempre sulla traccia più evidente. Il bel sentiero che procede con brevi e divertenti saliscendi termina (3,3 km) su una sterrata più ampia in prossimità di un tornante dove sono posti alcuni cartelli del
Museo all’Aperto della Grande Guerra sul Carso : proseguiamo dritti in salita.
Superiamo il secondo valico di confine (3,7 km) e continuiamo dritti; siamo in territorio sloveno. Superiamo una bella radura che si apre sul lato destro della strada, al margine della quale notiamo un casotto di campagna, e subito dopo (km 3,9) ecco a dx la strada bianca su cui transiteremo tra poco. Proseguiamo invece dritti per un centinaio di metri in modo da raggiungere un bivio contraddistinto da un tabernacolo molto particolare
. Torniamo indietro e imbocchiamo a sx (km 4,0) la strada bianca superata in precedenza che in ascesa ci porterà a Nova Vas.
Dopo un primo tratto più pendente, l’ampia sterrata costeggia l'area di una piccola casermetta slovena
(4,7 km) che si scorge sulla destra e subito dopo incontriamo l'asfalto e le case del paese di Nova vas. Pedaliamo sull'asfalto fino a raggiungere la caratteristica chiesa del borgo completamente colorata in rosa (anche il campanile che la tipica architettura locale pone davanti l’ingresso). Appena superato questo edificio di culto giriamo a dx (5,1 km) e in breve arriviamo nei pressi del cimitero, poco prima del quale svoltiamo a sx.
Proseguiamo su questa carrareccia per alcune centinaia di metri fino a raggiungere un bivio (5,4 km) dove proseguiamo verso dx. Poco dopo tralasciamo un'altra diramazione verso sinistra (5,7 km) e proseguiamo dritti. Raggiungiamo così una torre di avvistamento
(6,4 km); all'interno della torre una scala verticale in ferro permette di raggiungere il terrazzo dal quale si gode uno spettacolare panorama a 360° . Risaliamo in sella e affrontiamo ancora alcuni saliscendi dopo i quali raggiungiamo un incrocio a T (7,1 km): giriamo a dx e dopo un centinaio di metri entriamo nella "piazza d'armi" di un casermetta diroccata .
Dal piazzale imbocchiamo l'evidente carrareccia che si diparte a sx e che porta, dopo un breve strappo, fino in cima al Kremenjak (7,7 km). Dalla vetta, su cui si trovano alcune ex postazioni militari (torrette, trincee) jugoslave e italiane molto ravvicinate
, si gode uno stupendo panorama del golfo di Monfalcone , della laguna di Grado, del Carso sloveno .
Superiamo per la terza volta la linea di confine (siamo di nuovo in Italia e ritroviamo altri pannelli del
Museo all’Aperto della Grande Guerra sul Carso ) e imbocchiamo a dx il rettilineo sentiero 79 che in veloce discesa ci fa perdere rapidamente quota. Raggiungiamo un bivio (8,0 km) dove il sentiero 79 prosegue dritto su traccia meno evidente (freccia e numero su un sasso): proseguiamo verso sx su traccia più evidente. Dopo un centinaio di metri il sentiero si allarga e diventa una carrareccia. Al km 8,3 la carrareccia termina su una sterrata più ampia in prossimità di un piccolo cartello in legno riportante l'indicazione Kremenjak: svoltiamo a sx. Proseguiamo su questa sterrata fino a raggiungere un bivio (8,9 km): a sinistra si scende per ripida e dissestata sterrata (sentiero 75) al paese di Jamiamo, noi invece sterziamo a dx in salita .
Passiamo a fianco dell'
Abisso Bonetti (9,3 km), non visibile dalla strada ma raggiungibile con un sentierino sulla destra segnalato da un'indicazione riportata su un sasso (inquietante frattura del terreno ). Continuiamo sempre dritti su questa bella carrareccia immersa nella tipica vegetazione carsica e, in prossimità di una curva a gomito verso sinistra (9,7 km) dove troviamo altri cartelli del Museo all’Aperto della Grande Guerra sul Carso , abbandoniamo la principale e andiamo dritti. Il tratturo che abbiamo imboccato supera il valico confinario a sud di Nova vas (10,0 km) contraddistinto dal cippo di confine "63/52" e raggiunge il cimitero (10,3 km) già incontrato in precedenza. Superato il cimitero andiamo ancora dritti, saliamo sull'asfalto e, dopo poche decine di metri, raggiungiamo lo stop nei pressi della chiesa rosa di Nova vas. Giriamo a dx e via su asfalto, prima in piano poi in discesa, verso Opatje selo (Opacchiasella) .
Incontriamo le prime case di Opatje selo e allo stop (11,5 km) giriamo a sx. Passiamo davanti alla chiesa e imbocchiamo la prima via a dx (11,6 km) che passa proprio a fianco della chiesa. Incontriamo subito un bivio dove prendiamo la diramazione di sinistra. Continuiamo su questa strada asfaltata mantenendo sempre la sinistra fino a raggiungere la recinzione di un deposito di legnami (12,0 km) dove la strada diventa bianca. Lo sterrato costeggia tale recinzione per alcune centinaia di metri (alzando lo sguardo ad un certo punto apparirà di fronte a voi la torre di Merna) ed in salita ci permette di raggiungere un bivio (12,7 km) dove dobbiamo tralasciare la diramazione a destra e proseguire dritti. Al km 13,0 dobbiamo abbandonare l’ampia sterrata su cui stiamo pedalando e svoltare decisamente a sx e imboccare così lo sterrato che per alcune decine di metri corre quasi parallelo a quello appena percorso. Dopo poche decine di metri fiancheggiamo uno splendido frutteto delimitato sul lato strada da un rinnovato muro a secco
. Al km 13,8 un'altra sterrata di innesta da destra ma noi proseguiamo a sx-dritti. Raggiungiamo così la strada asfaltata che collega Miren ad Opatje selo (14,0): attraversiamo questa importante arteria e proseguiamo dritti.
Raggiunto un bivio (14,3 km) svoltiamo a dx. Pochissimi metri dopo incontriamo un quadrivio: imbocchiamo il sentiero a sx (la diramazione di destra scende ad una dolina, quella di fronte a noi dopo un po' termina in una radura). Pedaliamo lungo il bordo di una dolina del tutto coperta dalla vegetazione e sul cui fondo si nota quanto resta dei muri perimetrali di un piccolo edificio
e raggiungiamo il quinto valico confinario contrassegnato dal cippo "62/37" e contraddistinto da due grossi massi che sbarrano il sentiero (14,4 km) . Aggiriamo l'ostacolo a sinistra e ci ritroviamo sul tratturo in territorio italiano: seguiamolo.
In leggera discesa il tratturo raggiunge la recinzione della cava di Devetachi (14,9 km) che si apre proprio sotto di noi con bel anfiteatro; alzando lo sguardo possiamo osservare la cima del M. S. Michele. Proseguiamo verso sx e percorriamo il tratturo che segue tutto il perimetro della profonda cava. In prossimità di una curva secca verso sinistra (15,4 km) il tratturo dà le spalle alla cava. Inizia la veloce discesa finale, su fondo in alcuni punti piuttosto sconnesso, che ci porta al punto di partenza di questo particolare itinerario transfrontaliero (16,1 km).


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