Premessa
Brda è la parte del territorio collinare del Collio che si trova in territorio sloveno. L’area geografica collinare è posta tra il fiume Isonzo ed il suo affluente di destra, lo Iudrio. Per le sue peculiarità viene definita la Toscana di Slovenia .
Le colline di Brda sono cosparse ovunque di
villaggi , tutti circondati dal verde, da vigneti , frutteti e oliveti , disposti per lo più su terrazze, in mezzo ai quali serpeggiano strade e sentieri tra cui il Sentiero della pace e l’Alpe Adria Trail. Il nome di alcuni paesi di Brda deriva da specie di quercia: Dobrovo da “dob”, la farnia, Cerovo e Cerje da “cer”, il cerro, Gradno da “graden”, il rovere.
La tipica architettura locale con le casse rustiche in legno spesso intarsiate, le ben
27 chiese e chiesette , i castelli ed i borghi fortificati rendono questo territorio molto interessante, in grado di soddisfare anche il visitatore più esigente.
I
panorami sono magnifici in ogni direzione e l’enogastronomia è di prim’ordine.
Questo itinerario e gli altri due qui proposti sfruttano alcuni tratti degli
otto itinerari escursionistici ben tabellati (scarica mappa) che prendono il nome da antiche varietà di ciliegie di Brda; la rete dei Sentieri dei fiori di ciliegio ha uno sviluppo di oltre 80 km.
Nota: Le chiese sono solitamente chiuse ma qui trovate i numeri di telefono per organizzare una visita.

Mappa

Altimetria

Descrizione
Troviamo facile parcheggio presso l’ex valico confinario di Vencò.
Superiamo l’ormai invisibile linea di confine, proseguiamo dritti per circa 500 m quindi, prima di superare il ponte sul rio Dugo (l’
Hotel Casinò Venko è poco più in là), imbocchiamo a sx una laterale asfaltata. Iniziamo così a percorrere un tratto dell’itinerario n. 2 “Črnica” della rete dei Sentieri dei fiori di ciliegio.
Giunti al culmine della dura salita scorgiamo di fronte a noi, sul colle opposto, un vasto complesso: si tratta dei
Casali Zorutti , luogo di nascita (27-12-1792) del più famoso poeta friulano, Pietro Zorutti, considerato il miglior cantore della vita della gente friulana.
Proseguiamo su sterrato e superiamo l’interessante ed isolato piccolo borgo fortificato di Bert, oramai in totale abbandono. In corrispondenza della prima abitazione del borgo sparso di
Neblo ritroviamo l'asfalto. Dopo un tratto in saliscendi, in discesa raggiungiamo il cancello della chiesa di Sv. Nikolaj (San Nicolò) della seconda metà del XV secolo. Il portale gotico in facciata culmina in forma affilata. L’interno della chiesetta vanta un bel presbiterio in stile gotico, un altare d’oro di tipo veneziano che risale al XVII secolo e tracce di affreschi. In epoca romana il villaggio ospitava l’officina del pentolaio.
Scesi rapidamente a fondovalle allo stop svoltiamo a sx. Iniziamo così a percorrere la lunga strada asfaltata che, in due fasi, ci porterà a scoprire un ambiente totalmente diverso da quello caratterizzato da colline ricoperte di vigneti, frutteti ed uliveti visto finora. Il castagno ed anche il marrone, che per tante generazioni fu fonte primaria d’alimentazione in questo remoto angolo di confine, caratterizzano infatti prevalentemente questo spicchio di territorio.
Al trivio subito dopo la “Gostilna Peternel” andiamo in direzione Brezovk/Brdice.
Giunti sotto
Pristavo, svoltiamo a dx seguendo l’indicazione n. 8 “Trcinka” della rete dei Sentieri dei fiori di ciliegio e per ripida salita asfaltata raggiungiamo la minuscola frazione. Superata l’ultima abitazione l'asfalto termina e proseguiamo sull’itinerario n. 8 seguendo i cartelli, le frecce, le linee ed i bollini gialli disegnati su rocce, alberi e pali che ci guideranno fino a Nozno . Dobbiamo fare attenzione solo nel punto in cui la nostra sembra proseguire dritta ma in realtà poi scende al villaggio di Belo; lì dobbiamo invece svoltare 90° a sx in ripida salita. Nel complesso la salita è molto, molto impegnativa. Ripidissime rampe (il fondo dissestato di alcune rende ancor più difficoltosa la pedalata) si alternano a (pochi) tratti dove si può riprendere fiato. La fatica viene però ripagata da uno splendido ambiente variegato; attraversiamo vigneti , ci immergiamo nel bosco ed infine pedaliamo sulla dorsale sommitale molto panoramica , con il monte Korada sempre sopra di noi. I nostri sforzi terminano in prossimità delle abitazioni di Nozno.
Giunti sull’asfalto non seguiamo il segnavia ma andiamo a dx. In discesa raggiungiamo, con breve deviazione, la
chiesa dei santi Pietro e Paolo del periodo tardo gotico . Il presbiterio e parte della navata sono in stile gotico; la parte ovest della navata ed il campanile sono invece in stile barocco.
Continuiamo a scendere e raggiungiamo
Belo, villaggio che durante la I Guerra Mondiale fu sede di un ospedale (cartello turistico in 4 lingue).
Raggiunto il fondovalle svoltiamo a dx, ripercorriamo un breve tratto percorso all’andata e, sotto Pristavo, continuiamo dritti. Ci inoltriamo così nella stretta vallata del torrente Kožbanišček (siamo di nuovo sull’itinerario n. 8 “Trcinka”).
Giungiamo al primo dei due “monumenti” naturali di questa bella valle: le
Kotline. Si tratta di tre tonfani che il torrente ha formato superando a fatica diversi strati di roccia solida per un dislivello di 10 m .
Proseguiamo ed arriviamo al
Krčnik, una serie di conche scavate dal Kožbanjšček. Sono lunghe circa 40 m, larghe da 0,5 m a 6 m e profonde fino a 6 m. Il torrente si getta nella prima, la più grande, formando una cascata alta 1,5 m. Al centro di tale conca l’acqua ha modellato un ponte naturale il cui arco è lungo 5 m ; è considerato uno dei più bei ponti naturali della Slovenia. Ponti simili sono molto rari in Slovenia; più numerosi sono quelli formatisi per dissoluzione della roccia riconoscibili dal fatto che la loro superficie presenta spigoli vivi.
Continuiamo ad inoltrarci nella valle e, dopo una manciata di abitazioni, prendiamo a sx la ripida salita
che porta a Brdice pri Kožbani. Superato questo borgo l’asfalto spiana e giungiamo sopra il paese di Kožbana .
La
chiesa di Sv. Jurij (San Giorgio) a Kožbana, originariamente in stile gotico, è stata ingrandita nel XIX secolo ed ora l’interno è in stile barocco. L’altare destro del 1687 fa parte del gruppo dei cosiddetti altari d’oro. La tradizione orale narra che una vecchia cappella situata al posto dell’attuale chiesa sarebbe stata la prima chiesa a Brda.
Proseguiamo in leggera salita fino a raggiungere l’importante strada che collega Brda con la valle dello Judrio. Giriamo a dx e dopo alcune centinaio di metri imbocchiamo a dx la ripida erta che porta a
Vrhovlje pri Kožbani. Al bivio che precede le prime abitazioni andiamo a sx. Dopo un centinaio di metri troviamo l'indicazione dell'Alpe Adria Trail che seguiamo. Poche decine di metri più avanti ecco un bivio con al centro un'edicola votiva: giriamo a dx (tra poco proseguiremo sulla diramazione di sinistra). Ecco la chiesa di Sv. Andrej (Sant'Andrea) in fantastica posizione panoramica .
Il bel edificio di culto vanta gli affreschi più antichi di tutto il Collio Sloveno e tra i più belli e meglio conservati di tutta la Slovenia. Sono rappresentate scene dalla vita della Sacra Famiglia, dei santi e degli apostoli. Molto interessanti sono gli angeli con diversi strumenti musicali della seconda metà del XV secolo tra cui il cembalo piccolo, precursore del piano moderno. Nel passato la chiesetta era coperta di schegge di ardesia, le cosiddette Škrle.
Come anticipato, ritorniamo sui nostri passi per un centinaio di metri e prendiamo il tratturo che si dirige verso nord-est. Esso cavalca in qualche modo la cresta e si collega all’asfalto che ci accompagna in leggera discesa fino a
Senik che raggiungiamo imboccando la strada a fondo cieco che si diparte all’altezza di un tornante. Il villaggio è adagiato sulle pendici orientali del monte Korada dove per tutto l’anno crescono numerose orchidee ed altre specie protette di fiori rari in via di estinzione. Ancor'oggi si nota l'impatto della costruzione veneziana.
Non appena appare di fronte a noi la piccola chiesa imbocchiamo a dx un tratturo (la rampa d'imbocco è cementata). Dopo una trentina di metri abbandoniamolo e, pedalando sul prato, raggiungiamo la chiesetta in stile gotico dedicata a
Sv. Magdalena (Santa Maddalena) .
Ripercorriamo a ritroso la strada asfaltata Golo Brdo-Neblo in salita all’inizio, in falsopiano nella parte centrale ed infine in veloce discesa fino a raggiungere le poche case di
Hlevnik. In corrispondenza di una curva secca verso sinistra, seguendo l'indicazione dell’itinerario n. 2 “Črnica” della rete dei Sentieri dei fiori di ciliegio (che in questo tratto si sovrappone all’Alpe Adria Trail), imbocchiamo a dx una diramazione asfaltata che sale leggermente.
In saliscendi raggiungiamo un divieto d’accesso in corrispondenza del quale un tratturo sulla sx (indicazione Alpe Adria Trail) ci permette di aggirare la proprietà privata. Usciti dal bosco giungiamo in uno dei punti panoramici più spettacolari di tutta Brda. Eccoci ritornati nuovamente in un ambiente dove la vite e l’ulivo sono padroni del territorio. Sediamoci sulla panchina per qualche minuto e godiamoci questo paradiso
.
In rapida discesa raggiungiamo prima il cimitero e poi la chiesetta gotica di
Sv. Marjeta (Santa Margherita) a Hruševlje, in splendita posizione isolata, completamente circondata da vigneti .
Proprio sotto la chiesa svoltiamo a dx (indicazioni “Črnica” e Alpe Adria Trail) e ci godiamo ancora un po’ di strade bianche adagiate sui crinali di questi magnifici colli
. Al successivo bivio andiamo a sx per scendere velocemente verso il fondovalle . Allo stop giriamo a dx.
Al successivo stop (indicazione Dobrovo) proseguiamo dritti verso in confine italo-sloveno. Dopo circa 150 m, in corrispondenza del cartello “Neblo”, abbandoniamo l’asfalto e continuiamo a pedalare sul tratturo a dx evitando così un tratto di strada trafficata. Il tratturo corre tra i vigneti e si alza rispetto alla strada sottostante. Ritroviamo l’asfalto in corrispondenza di un nucleo di abitazioni, procediamo dritti in discesa e ritorniamo sul tratto trafficato che in circa 1 km ci riporta al punto di partenza.